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| Lo statuto |
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| Lunedì 10 Agosto 2009 14:07 |
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STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE (aggiornato al 23.01.2009) Allegato “A” al Congresso Provinciale del 23.01.2009 Articolo 1 - Costituzione E’ costituito con sede in Verona, in via Gela n° 9, il Comitato provinciale Arcigay"ARCIGAY PIANETA URANO VERONA", il trasferimento della sede non comporta modifica statutaria. Il Comitato è una associazione di promozione sociale senza fini di lucro, che opera per la costruzione di una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e ogni altra condizione personale e sociale e in cui la personalità di ogni individuo possa realizzarsi in un contesto di pace e di sereno rapporto con l’ambiente sociale e naturale. Esso aderisce all’Arcigay e alla Federazione ARCI - Associazione Nazionale di Cultura Sport e Ricreazione, riconosciuta con il D.M. del 2 agosto 1967 n. 1017022/12000A, di cui condivide le finalità statutarie. Articolo 2 - Valori I valori su cui si fonda l’azione di Arcigay sono: - il rispetto e la promozione dei diritti umani e civili, la laicità e la democraticità delle istituzioni; - l’inclusione sociale di ogni persona e il rifiuto di ogni discriminazione; - il sereno rapporto fra ogni individuo e l’ambiente sociale e naturale; - la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la non violenza, la pace, il rifiuto di ogni totalitarismo; - la democrazia interna, la partecipazione dei soci alla vita dell’associazione. Articolo 3 - Scopi Arcigay si impegna in modo specifico a: - creare le condizioni per l’affermazione della piena realizzazione e della piena visibilità di ogni persona gay, lesbica, bisessuale e transgender. - combattere il pregiudizio, le discriminazioni e la violenza in ogni loro forma, anche attraverso la formazione e l’aggiornamento di volontari e delle volontarie, operatori sociali, educatori ed insegnanti, lavoratori pubblici e privati; - fornire servizi di supporto socio-psicologico, esistenziale, di promozione della salute, linee di telefono amico, produzione e programmazione culturale; - promuovere la socializzazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali attraverso attività e strutture aggregative e ricreative; - promuovere una maggiore consapevolezza sui temi dei diritti civili, del superamento del pregiudizio e della lotta alle discriminazioni nell’opinione pubblica tramite l’intervento sui mass media e l’attivazione di propri strumenti e occasioni di informazione; - lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa all’orientamento sessuale e all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei diritti delle coppie lesbiche e gay; - essere forza di pressione verso le istituzioni e le forze politiche affinché siano messe in atto buone pratiche - antidiscriminatorie, supporti all’azione dell’associazione; - costruire un dialogo e realizzare alleanze con le altre associazioni, i sindacati, le forze sociali e i movimenti al fine di rafforzare la lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi e contribuire ad un ampliamento della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli individui; - sostenere le azioni e le rivendicazioni delle persone bisessuali e transgender e del movimento delle donne; - promuovere l’inserimento sociale e la valorizzazione delle persone con HIV, favorendone il lavoro e la presenza a tutti i livelli dell’associazione; - combattere le discriminazioni verso le persone affette da malattie sessualmente trasmissibili con particolare riferimento all’HIV; - promuovere una sessualità libera, consapevole e informata. Favorire l’educazione sessuale e la conoscenza e la diffusione delle pratiche di sesso sicuro. Articolo 4 -Organizzazione interna Il Comitato provinciale "ARCIGAY PIANETA URANO VERONA"si articola internamente secondo propri criteri per il perseguimento degli obiettivi statutari propri e nel rispetto dello Statuto nazionale di Arcigay. L’associazione garantisce il massimo apporto dei soci ed delle socie alla formazione della propria linea politica, dei programmi, delle decisioni, nonché della verifica sull’attuazione delle stesse. Per questo, in ogni istanza, deve essere garantita piena libertà di espressione sulle questioni poste all’ordine del giorno, favorito il dibattito ed il confronto delle idee, garantito il rispetto delle opinioni politiche, delle convinzioni ideologiche e religiose di ciascuno e di ciascuna, rispettata la manifestazione di dissensi sulle decisioni prese, assicurata la circolazione di tutte le informazioni. Le cariche associative sono elettive e le attività sono svolte in forma volontaria, libera e gratuita dai soci. In casi di particolare necessità l’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri soci. Del Comitato fanno parte le socie ed i soci Arcigay residenti nella provincia di Verona e quelle socie e quei soci che richiedano, al momento dell’iscrizione, di essere iscritti a questo Comitato provinciale, anche se diverso da quello competente in base alla residenza. Il Consiglio nazionale Arcigay, inoltre, può attribuire l’iscrizione a questo Comitato provinciale alle socie e ai soci residenti in altre province qualora e fino a quando le stesse resteranno prive di un proprio Comitato provinciale. Articolo 5 - Domanda di ammissione Ad Arcigay possono aderire le persone fisiche, che abbiano compiuto sedici anni di età, presentando domanda scritta di ammissione al Presidente del Comitato provinciale, il numero di soci è illimitato. Con la richiesta di ammissione si dichiara di conoscere e voler rispettare il presente statuto e le deliberazioni legittimamente prese dagli organi sociali. Il Direttivo conferma l’adesione entro trenta giorni. In caso di mancata risposta nei termini previsti, vige la regola del silenzio-assenso. La presentazione della domanda di ammissione dà diritto immediato a ricevere la tessera sociale. La tessera è di proprietà di Arcigay. Il rifiuto di iscrizione di un socio va motivato per iscritto; la persona non ammessa è tenuta a restituire la tessera sociale, ma può chiedere per iscritto che la sua domanda venga valutata dal Collegio nazionale dei Garanti, secondo le regole e nei tempi stabiliti nello Statuto nazionale di Arcigay. Le somme versate per la tessera sono rimborsabili esclusivamente nel caso in cui l’iscrizione non vada a buon fine. Articolo 6 -Diritti e doveri dei soci I soci tesserati all’associazione, in regola con il pagamento della quota sociale, hanno diritto a: a) partecipare, rispettando le norme previste, a tutte le attività promosse dall’associazione; b) promuovere, organizzare, proporre attività corrispondenti ai principi e alle finalità dell’associazione; c) eleggere gli organi direttivi e di controllo ed essere eletti negli stessi; d) appellarsi per ogni questione al Collegio nazionale dei Garanti. Le socie e ed i soci sono tenuti: a) al pagamento della quota sociale annuale nella misura e nei modi fissati dal Consiglio Nazionale Arcigay; b) alla osservanza del presente statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli organi sociali. Tutti i soci sono tenuti a far conoscere ed affermare gli scopi dell’associazione e contribuire a definire e realizzare i programmi; risolvere eventuali questioni controverse nell’ambito degli organismi stabiliti dallo statuto. Le socie ed i soci non possono cedere a terzi la tessera di partecipazione all’Associazione. Articolo 7 - Cessazione del rapporto associativo Il rapporto associativo cessa per i seguenti motivi: a) recesso; b) esclusione; c) morte. I soci che intendano recedere dall’associazione devono darne comunicazione scritta alla o al Presidente del Comitato provinciale. Il recesso viene formalizzato dal Consiglio direttivo nella sua prima riunione utile. Il Consiglio direttivo del Comitato può escludere un socio con deliberazione motivata quando non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni e alle deliberazioni prese dagli organi sociali; l’esclusione è decisa dal Consiglio direttivo a maggioranza assoluta dei membri. Un socio può anche essere escluso dal Consiglio Nazionale Arcigay a norma dell’articolo 22 dello Statuto Nazionale di Arcigay. I soci esclusi possono ricorrere contro il provvedimento di esclusione al Collegio nazionale dei Garanti, secondo quanto stabilito nello Statuto nazionale Arcigay. Il Collegio dei Garanti decide in via definitiva. Articolo 8 -Organi sociali Sono organi del Comitato: a) Il Congresso b) L’Assemblea ordinaria dei soci; c) Il Consiglio Direttivo; d) Il Presidente; e) Il Vice-presidente; f) Il Collegio dei Revisori dei Conti. Articolo 9 -Congresso Provinciale Il Congresso Provinciale è il massimo organo deliberativo del Comitato provinciale. Ad esso spetta: a) discutere e approvare il progetto associativo; b) discutere ed approvare le proposte di modifica dello Statuto provinciale; c) eleggere il o la Presidente; d) eleggere il o la Vice-presidente; e) eleggere il Consiglio Direttivo; f) eleggere il Collegio dei Revisori dei conti; g) approvare le linee generali del programma triennale di attività; La convocazione del Congresso provinciale va affissa all’interno del locali dell’associazione e in tutte le sedi delle Associazioni affiliate presenti sul territorio provinciale, almeno 20 giorni prima della data dello stesso. Il Congresso provinciale è convocato dal/la Presidente del Comitato provinciale: - almeno ogni tre anni e, comunque, tutte le volte che viene convocato il Congresso nazionale, per eleggere i propri delegati; - quando viene richiesto con ordine del giorno motivato da un 1/5 dei soci e delle socie o 1/10 qualora il numero dei essi sia superiore a 500; In prima convocazione, il Congresso provinciale è regolarmente costituito con la presenza di metà più uno dei soci e delle socie, mentre in seconda convocazione è regolarmente costituito qualunque sia il numero degli/delle intervenuti/e. Il Congresso provinciale delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei soci e delle socie presenti su tutte le questioni poste all’ordine del giorno. Le votazioni del Congresso provinciale possono svolgersi a scrutinio segreto con richiesta di almeno un quinto dei presenti o 1/10 qualora il numero dei presenti sia superiore a 500. Le deliberazioni del Congresso provinciale devono essere riportate su apposito libro dei verbali. Articolo 10 -Assemblea ordinaria L’Assemblea ordinaria dei soci è convocata dal presidente nel periodo intercorrente, di norma, fra il 15 gennaio e il 30 aprile di ogni anno. Essa ha il compito di approvare il programma annuale di attività, nel rispetto delle linee generali indicate dal Congresso provinciale; approvare il bilancio consuntivo e preventivo. L’assemblea ordinaria è presieduta da un presidente nominato dall’assemblea stessa. Il Congresso ha la facoltà di delegare all’Assemblea ordinaria annuale il compito di rinnovare annualmente le cariche sociali nel periodo intercorrente fra un Congresso e l’altro. Articolo 11 -Consiglio direttivo Il Consiglio direttivo eletto dal Congresso provinciale resta in carica, di norma, fino al successivo Congresso, tranne nel caso previsto dall’art. 10, ultimo comma. Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di 3 a un massimo di 9 consiglieri eletti fra i soci. In caso di dimissioni di uno o più consigliere o consiglieri, la/il Presidente provvede alla reintegrazione per cooptazione. In caso di dimissioni dell’intero Consiglio, la/il Presidente procede a convocare il Congresso provinciale. Nel caso in cui si sia proceduto all’elezione del Consiglio direttivo ai sensi dell’art. 10, ultimo comma, si procede a convocare l’Assemblea ordinaria. Il Consiglio direttivo si riunisce ogni qualvolta lo ritenga necessario la/il Presidente, o ne facciano richiesta almeno 2 dei consiglieri. La seduta è valida se costituita dalla presenza della metà più 1 dei consiglieri. Articolo 12 -Compiti del Consiglio direttivo: a) redige i programmi di attività sociale previsti dallo statuto sulla base delle linee approvate dal Congresso Provinciale; b) cura l’esecuzione delle deliberazioni del Congresso provinciale; c) redige i bilanci; d) stipula tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale; e) redige il regolamento di funzionamento del Consiglio direttivo ed ogni altro regolamento che ritiene necessari per le attività dell’associazione, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea; f) delibera circa l’ammissione, la sospensione, la radiazione e l’espulsione di socie e soci; g) favorisce la partecipazione di socie e soci alle attività dell’associazione. Nell’esercizio delle sue funzioni il Consiglio direttivo può avvalersi di responsabili da esso nominati. Articolo 13 – Presidente La/il Presidente rappresenta l’Arcigay nel territorio provinciale di competenza, ha funzioni di rappresentanza legale del Comitato provinciale ed assicura il regolare funzionamento degli organi di direzione e ne convoca e ne presiede le riunioni. Ha facoltà di delega alla firma di atti legali, convenzioni o contratti. Articolo 14 -Vice-presidente Il consiglio direttivo fissa le responsabilità dei consiglieri in ordine alle attività svolte dall’associazione per il conseguimento dei propri fini sociali. In caso di dimissioni o impedimento permanente della o del Presidente, la/il Vicepresidente in accordo con il Direttivo, convoca, entro e non oltre tre mesi, un Congresso straordinario per procedere all’elezione di una o un nuovo Presidente. Articolo 15 -Collegio dei revisori dei conti Il Collegio dei revisori dei conti è un organo di controllo meramente amministrativo si compone di due membri scelti fra i soci, elegge al suo interno un Presidente. Il Presidente del Collegio può partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo senza diritto di voto. Il Collegio si riunisce ordinariamente almeno una volta all’anno per controllare il bilancio consuntivo redatto dal Consiglio direttivo. Il Collegio ha il compito di verificare l’andamento dell’amministrazione, la regolare tenuta delle scritture contabili e la corrispondenza dei bilanci alle stesse; riferisce all’Assemblea ordinaria dei soci e al Congresso Provinciale con relazioni scritte, trascritte nell’apposito registro dei revisori dei conti. Articolo 16 – Patrimonio Il patrimonio dell’Associazione è indivisibile ed è costituito: a) dalle quote associative versate ogni anno dalle socie e dai soci; b) dall’eventuale patrimonio mobiliare e immobiliare di proprietà dell’Associazione; c) dai contributi pubblici e privati, dalle erogazioni e lasciti diversi; d) da ogni altro provento previsto dalle vigenti leggi, da specifiche attività di autofinanziamento, dai proventi di altre attività, in qualsiasi modo intese, purché non in contrasto con la normativa vigente e finalizzata prioritariamente all’attuazione delle finalità proprie dell’associazione. I proventi delle attività dell’associazione non possono in nessun caso essere divisi tra le socie e i soci. Il Comitato risponde con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte in suo nome e per suo conto, nel rispetto delle norme del presente statuto, dagli organi sociali. Articolo 17 – Bilancio Il bilancio consuntivo è annuale, decorre dal primo Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno, contiene tutte le entrate e le spese sostenute relative all’anno trascorso. Il conto preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo. Il bilancio consuntivo è predisposto dal Consiglio direttivo e approvato dall’assemblea ordinaria dei soci con le maggioranze previste dal presente statuto, depositato presso la sede dell’associazione almeno 20 giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato. Il bilancio consuntivo deve essere approvato entro il 30 aprile dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio sociale. Gli eventuali utili netti risultanti dal bilancio approvato saranno interamente reinvestiti nell’Associazione per il perseguimento delle finalità sociali. Articolo 18 - Commissariamento dell’Associazione Qualora l’Associazione non riuscisse a svolgere le sue attività ordinarie e a perseguire le finalità statutarie a causa dell’inattività o della cattiva gestione del Consiglio direttivo o di dissidi interni alle socie e ai soci, che appaiano gravi, la Segreteria nazionale, sentito il Collegio dei Garanti, può procedere al commissariamento del Comitato. I commissari nominati svolgono tutte le attività ordinarie proprie del Consiglio direttivo e dei suoi componenti. Entro sei mesi dalla loro nomina, i Commissari convocano un Congresso straordinario che elegge il nuovo Consiglio direttivo. Articolo 19 - Scioglimento e devoluzione del patrimonio Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dal congresso provinciale con il voto favorevole di almeno 3/4 delle socie e dei soci; il patrimonio, dopo la liquidazione sarà devoluto a finalità di utilità sociale. In caso di scioglimento il patrimonio dell’Associazione, dedotte le passività, sarà devoluto ad Enti o Associazioni senza scopo di lucro aventi finalità di interesse generale analoghe alle nostre e comunque di utilità sociale, secondo le modalità stabilite da un collegio di liquidatori appositamente costituito secondo quanto disposto dal D.Lgs 460/97. Articolo 20 (marchio) Arcigay è la denominazione dell’Associazione e suo simbolo e marchio è il cavallo alato detto "pegaso" accompagnato dal nome dell’associazione, così come riportato in figura. Il simbolo di norma è accompagnato dalla dicitura "associazione lesbica e gay italiana" e può essere utilizzato esclusivamente da Arcigay e dalle Associazioni ad essa affiliate. L’uso del nome e del simbolo pertanto è tassativamente precluso a qualsiasi soggetto che non faccia parte di Arcigay o che comunque non sia stato dalla stessa a tanto autorizzato. Il Comitato provinciale, le socie e i soci si impegnano a: a) diffondere i principi dell’Associazione collegandoli costantemente al suo nome e al suo simbolo; b) utilizzare il nome e il simbolo in armonia con i valori e le finalità espresse nello Statuto; c) tutelare il nome e il simbolo dell’Associazione, vigilando affinché non vengano mai fatti oggetto di scherno, offesa o minaccia e denunziando qualsiasi uso contrario ai suoi fini. Articolo 21 (logo) Il Comitato provinciale sceglie di affiancare al marchio Arcigay, il logo rappresentato nella figura sottostante:
Esso è composto da una figura stilizzata in colore nero che rappresenta un pianeta con anelli esterni gravitazionali (il Pianeta Urano) e 6 (sei) quadratini dei colori (rosso - arancio - giallo - verde - blu e viola) della bandiera detta "Rainbow", simbolo internazionale del movimento Lesbico - Gay - Bisessuale -Transessuale e Transgender. All’interno vi sono le parole "PIANETA URANO" e "Arcigay Verona". Per questo logo valgono le stesse regole d’uso e gli stessi divieti descritti nei confronti del marchio Arcigay. Sul rispetto di queste regole vigila il Comitato provinciale. Articolo 22 - Disposizioni finali Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le disposizioni dello statuto di Arcigay nazionale e, per quanto non previsto da questo, le disposizioni del Codice Civile e delle leggi vigenti in materia.
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L’ORIENTAMENTO SESSUALE indica una caratteristica psicologica dell’individuo, l’attrazione sessuale e affettiva verso persone dello stesso sesso (OMOSESSUALITÀ), del sesso opposto (ETEROSESSUALITÀ) o di entrambi i sessi (BISESSUALITÀ). Quando è stato coniato ha sostituito subito quello di INVERSIONE SESSUALE e quello ancora più classico di SODOMIA.
Orientamento sessuale e COMPORTAMENTO SESSUALE non sono la stessa cosa.
Un uomo omosessuale è detto anche GAY, mentre una donna è detta anche LESBICA. Se l'idea di omosessualità è considerata di solito priva di ambiguità, quella di bisessualità è vissuta spesso come meno chiara.
Il termine QUEER, invece, nasce negli ultimi anni come reazione alla classificazione: doveva essere un termine “ombrello” per tutte le soggettività non-eterosessuali contro la classificazione, in pratica è andato ad aggiungere una Q all’acronimo LGBTQ (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer).
Il termine GENERE è entrato in uso per superare il limiti dell’idea di SESSO BIOLOGICO nel pensare il maschile e il femminile. Il genere indica ciò che vuol dire socialmente, culturalmente e psicologicamente essere maschio/maschile o femmina/femminile. Diverse locuzioni specificano questa idea: identità, ruoli, pratiche di genere.
TRANSESSUALE è una persona il cui sesso biologico differisce dall'identità di genere. TRAVESTITO è una persona che, spesso più in privato, si veste con abiti del genere opposto. TRANSGENDER si usa per indicare coloro che travalicano e ibridano ruoli, pratiche e identità di genere. DRAG QUEEN o DRAG KING sono personaggi che si esibiscono nel teatro o nella musica con performance tipiche di personaggi di genere opposto.
Anche il sesso biologico può non essere chiaro: ERMAFRODITA e INTERSESSUALE è una persona con caratteristiche biologiche e/o genetiche di entrambi i sessi.
Identità di genere e orientamento sessuale sono due cose distinte: una cosa è sentirsi maschio/maschile e femmina/femminile, tutt'altra indipendente cosa è l'attrazione sessuale e affettiva.
La società ETEROSESSISTA dà per scontato che tutti e tutte siano eterosessuali o debbano diventarlo: si tratta di un meccanismo di default, una conoscenza "data per scontato" prima ancora dell'esperienza reale. Il SILENZIO delle persone omo-bisessuali alimenta questa supposizione irrealistica.
Quando poi si rompe il silenzio e la realtà emerge, la reazione è quella di trattare l’omosessualità come un problema da spiegare, controllare o punire, fino all'uso della violenza. Inoltre alle persone eterosessuali sono riservati alcuni privilegi, dal poter parlare liberamente di sé fino al privilegio legale del matrimonio.
Altri concetti simili sono: OMOFOBIA, eteronormatività, eterocentrismo, eterosessualità compulsiva e STIGMA SESSUALE.
L’OMOFOBIA INTERIORIZZATA indica gli atteggiamenti e i sentimenti negativi che una persona ha verso la propria stessa omosessualità, dunque verso se stessa.
BIFOBIA e TRANSFOBIA estendono il concetto di omofobia alla bisessualità e al transessualismo.
Le persone LGBTQ sanno di essere portatrici di uno stigma sessuale: affrontare e gestire questa realtà o anche solo esserne consapevoli è fonte di stress e fatica. Spesso l’omo-bisessualità “non si vede”: questo consente due strategie molto diverse per (soprav)vivere.
La più comune è PASSARE PER eterosessuali (passing): include discrezione, dissimulazione, depistaggio, recitazione, separazione delle relazioni sociali, doppia vita, ecc. L’obiettivo è tenere nascoste nell’OMBRA (closet) le proprie verità: implica un’attività quotidiana di alto costo emotivo, psicologico e sociale e il costante rischio di OUTING. Inoltre, quando l’omofobia è interiorizzata, si fa ricorso alle TERAPIE RIPARATIVE (dette poviate).
Strategie opposte sono il COMING OUT e la costruzione di relazioni GAY FRIENDLY e nella COMUNITÀ LGBTQ. L’obiettivo è poter essere liberamente se stessi di fronte agli altri. La vita quotidiana del resto è piena di situazioni che chiamano in causa la sessualità e la propria identità: le persone eterosessuali "esibiscono" continuamente la loro eterosessualità, solo che non se ne rendono conto perché questa è "data per scontato".
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