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| Perchè il nome "Pianeta Urano"? |
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| Lunedì 10 Agosto 2009 14:04 |
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Karl Heinrich Ulrichs e l'Uranismo Il nome "Pianeta Urano" è dedicato a Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), uno fra i primissimi militanti del movimento di liberazione omosessuale della storia umana. Tra il 1849 ed il 1857 Ulrichs lavora come consulente legale ufficiale presso la corte distrettuale di Hildesheim nel regno di Hannover. Viene licenziato nel 1859 a causa della propria omosessualità. Inizia presto a scrivere dell'argomento omosessuale inizialmente con lo pseudonimo di Numa Numantius, poi con il suo vero nome (è probabilmente il primo coming out pubblico della storia) e scrive una dichiarazione in supporto di un uomo arrestato per atti omosessuali. Nel 1862 Ulrichs fa l'importante passo di svelare alla famiglia e agli amici la propria sessualità, usando la parola da lui coniata "uranista". Nei suoi saggi Ulrichs sostiene sempre il carattere naturale e biologico dell'uranismo, da lui teorizzato come un vero e proprio "terzo sesso" tra il maschile e il femminile, e propone un complesso sistema di classificazione che include lesbiche (urningine) e bisessuali (urningi-dioningi), ma anche tante altre varianti e sfumature con altrettanti improbabili neologismi. Il termine "uranista" riprende il mito di Afrodite Urania (nata dal dio Urano), indicata nel Simposio di Platone come la dea che protegge gli amori omosessuali. Ulrichs si muove per l'intera Germania scrivendo e pubblicando spesso in conflitto con la legge, nella maggior parte dei casi per le proprie parole piuttosto che per atti omosessuali. Nel 1864 i suoi libri vengono confiscati e vietati dalla polizia della Sassonia; successivamente lo stesso accade a Berlino e i suoi scritti vengno vietati in tutta la Prussia. Alcuni di questi scritti sono stati recentemente ritrovati presso gli archivi di stato prussiano e sono stati pubblicati nel 2004. Molti altri importanti scritti di Ulrichs sono ancora in commercio e pubblicati sia in lingua tedesca sia in traduzione. Nel settembre 1865 abbozza le regole di adesione alla prima associazione per i diritti delle persone omosessuali della storia, l'Unione degli Urninghi. Probabilmente l'associazione non verrà mai alla luce concretamente, perchè non viene più citata nei sui scritti. Nel 1867, un anno dopo che l'esercito di Bismark è entrato nel suo paese natale, Berlino impone il Paragrafo anti-gay 175, e Ulrichs fa una cosa straordinaria: come magistrato di Hildesheim partecipa ad un congresso di fronte a cinquecento giuristi e avvocati presso il teatro Odeon di Monaco, e difende apertamente l'eguaglianza legale degli omosessuali contro la legge liberticida. Le sue richieste vengono zittite dalle grida indignate dei presenti. E' il 29 agosto 1967. Dopo quell'evento Ulrichs è costretto a trasferirsi a Stoccarda. Due anni dopo, nel 1869, lo scrittore austriaco Karl-Maria Kertbeny conia il termine "omosessuale" e a partire dal decennio successivo l'argomento dell'orientamento sessuale viene ampiamente discusso. Il termine "omosessuale", per varie ragioni storiche, linguistiche e "scientifiche", comincia presto ad imporsi e a soppiantare il termine "uranista". Con l'avvento ancora successivo della psicoanalisi freudiana la teoria del "terzo sesso" di Ulrichs e la relativa terminologia scompaiono definitivamente. Nel 1880, dopo che il Paragrafo 175 è diventato legge in tutta la Germania ormai unificata, Ulrichs va in esilio in Italia. Muore a L'Aquila, dove ancora oggi avvengono commemorazioni da parte di gruppi LGBT. Se non fosse che non c'è nulla di divertente, farebbe sorridere l'idea che l'Italia possa essere stata terra di asilo per molti omosessuali di fino '800. Oggi l'Italia è piuttosto un Paese da cui fuggire in esilio. Flussi e riflussi storici, oggi siamo in pieno riflusso.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Settembre 2009 18:15 |

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L’ORIENTAMENTO SESSUALE indica una caratteristica psicologica dell’individuo, l’attrazione sessuale e affettiva verso persone dello stesso sesso (OMOSESSUALITÀ), del sesso opposto (ETEROSESSUALITÀ) o di entrambi i sessi (BISESSUALITÀ). Quando è stato coniato ha sostituito subito quello di INVERSIONE SESSUALE e quello ancora più classico di SODOMIA.
Orientamento sessuale e COMPORTAMENTO SESSUALE non sono la stessa cosa.
Un uomo omosessuale è detto anche GAY, mentre una donna è detta anche LESBICA. Se l'idea di omosessualità è considerata di solito priva di ambiguità, quella di bisessualità è vissuta spesso come meno chiara.
Il termine QUEER, invece, nasce negli ultimi anni come reazione alla classificazione: doveva essere un termine “ombrello” per tutte le soggettività non-eterosessuali contro la classificazione, in pratica è andato ad aggiungere una Q all’acronimo LGBTQ (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer).
Il termine GENERE è entrato in uso per superare il limiti dell’idea di SESSO BIOLOGICO nel pensare il maschile e il femminile. Il genere indica ciò che vuol dire socialmente, culturalmente e psicologicamente essere maschio/maschile o femmina/femminile. Diverse locuzioni specificano questa idea: identità, ruoli, pratiche di genere.
TRANSESSUALE è una persona il cui sesso biologico differisce dall'identità di genere. TRAVESTITO è una persona che, spesso più in privato, si veste con abiti del genere opposto. TRANSGENDER si usa per indicare coloro che travalicano e ibridano ruoli, pratiche e identità di genere. DRAG QUEEN o DRAG KING sono personaggi che si esibiscono nel teatro o nella musica con performance tipiche di personaggi di genere opposto.
Anche il sesso biologico può non essere chiaro: ERMAFRODITA e INTERSESSUALE è una persona con caratteristiche biologiche e/o genetiche di entrambi i sessi.
Identità di genere e orientamento sessuale sono due cose distinte: una cosa è sentirsi maschio/maschile e femmina/femminile, tutt'altra indipendente cosa è l'attrazione sessuale e affettiva.
La società ETEROSESSISTA dà per scontato che tutti e tutte siano eterosessuali o debbano diventarlo: si tratta di un meccanismo di default, una conoscenza "data per scontato" prima ancora dell'esperienza reale. Il SILENZIO delle persone omo-bisessuali alimenta questa supposizione irrealistica.
Quando poi si rompe il silenzio e la realtà emerge, la reazione è quella di trattare l’omosessualità come un problema da spiegare, controllare o punire, fino all'uso della violenza. Inoltre alle persone eterosessuali sono riservati alcuni privilegi, dal poter parlare liberamente di sé fino al privilegio legale del matrimonio.
Altri concetti simili sono: OMOFOBIA, eteronormatività, eterocentrismo, eterosessualità compulsiva e STIGMA SESSUALE.
L’OMOFOBIA INTERIORIZZATA indica gli atteggiamenti e i sentimenti negativi che una persona ha verso la propria stessa omosessualità, dunque verso se stessa.
BIFOBIA e TRANSFOBIA estendono il concetto di omofobia alla bisessualità e al transessualismo.
Le persone LGBTQ sanno di essere portatrici di uno stigma sessuale: affrontare e gestire questa realtà o anche solo esserne consapevoli è fonte di stress e fatica. Spesso l’omo-bisessualità “non si vede”: questo consente due strategie molto diverse per (soprav)vivere.
La più comune è PASSARE PER eterosessuali (passing): include discrezione, dissimulazione, depistaggio, recitazione, separazione delle relazioni sociali, doppia vita, ecc. L’obiettivo è tenere nascoste nell’OMBRA (closet) le proprie verità: implica un’attività quotidiana di alto costo emotivo, psicologico e sociale e il costante rischio di OUTING. Inoltre, quando l’omofobia è interiorizzata, si fa ricorso alle TERAPIE RIPARATIVE (dette poviate).
Strategie opposte sono il COMING OUT e la costruzione di relazioni GAY FRIENDLY e nella COMUNITÀ LGBTQ. L’obiettivo è poter essere liberamente se stessi di fronte agli altri. La vita quotidiana del resto è piena di situazioni che chiamano in causa la sessualità e la propria identità: le persone eterosessuali "esibiscono" continuamente la loro eterosessualità, solo che non se ne rendono conto perché questa è "data per scontato".
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