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| Sportello Migranti e Rifugiati LGBT |
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| Domenica 28 Febbraio 2010 20:31 |
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E' partito il corso per formare un gruppo di persone che vuole accogliere i gay, le lesbiche, le/i transessuali migranti di Verona e provincia, fornendo loro assistenza se decidono di chiedere asilo o lo status di rifugiato in Italia, tramite uno sportello di ascolto, informazione e sostegno. Sono molte le persone migranti gay lesbiche e trans in fuga dal loro paese, perseguitati in quanto omosessuali o transessuali. Molti di questi Paesi hanno leggi che puniscono l’omosessualità e la transessualità con il carcere e in alcuni casi anche con la pena di morte: il recente caso ugandese è solo uno tra i più eclatanti. Lo sportello migranti GLBT Verona vuole offrire questo servizio, gratuito, per aiutare tutte le persone migranti in difficoltà o che non sono in grado di avviare le pratiche per la richiesta di asilo, e riprende un'analoga esperienza già attiva a Milano e resa possibile anche grazie ai risultati del progetto nazionale di Arcigay "IO - Immigrazione e Omosessualità". Il gruppo propone a tutte le persone che volessero collaborare un corso di formazione per meglio essere preparate e preparati alle richieste che arriveranno. Il corso non è specifico per gay lesbiche e trans ma è aperto a tutte e tutti ritengano di avere sensibilità adeguate a gestire questa specifica tematica. IL CORSO DI FORMAZIONE 18 marzo 2010, ore 20.30 - introduzione al progetto e al corso; - cenni generali sulla disciplina dell’ingresso e soggiorno in Italia dei cittadini stranieri Relatori: Giorgio Dell’Amico, coordinatore del progetto dell’Arcigay “Immigrazione e omosessualità”; Simone Rossi, avvocato, membro ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) 1 aprile 2010, ore 20.30 - I concetti: il rifugiato, la protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria Relatore Simone Rossi, avvocato, membro ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), ovvero altro avvocato ASGI 15 aprile 2010, ore 20.30 - Le procedure: la richiesta di protezione internazionale. Domanda, procedura avanti alla commissione territoriale, ricorso giurisdizionale avverso le decisioni della commissione. Conseguenze della presentazione della domanda e del rigetto Relatore Simone Rossi, avvocato, membro ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), ovvero altro avvocato ASGI 29 aprile 2010, ore 20.30 - La preparazione e presentazione della domanda per la protezione internazionale: come accogliere il/la migrante e come condurre l’intervista Relatori: Giorgio Dell’Amico, coordinatore del progetto dell’Arcigay “Immigrazione e omosessualità”; Simone Rossi, avvocato, membro ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), ovvero altro avvocato ASGI 6 maggio 2010, ore 20.30 - Panoramica sulla legislazione dei paesi che discriminano le persone omosessuali/transessuali Relatore: Gabriella Friso, sportello migranti lgbt di Milano; Simone Rossi, avvocato, membro ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), ovvero altro avvocato ASGI Gli incontri, della durata di 2 ore, si terranno presso la sede Arci di Verona (Via Carlo Cattaneo, 14), ad eccezione dell’incontro del 15 aprile, per il quale verrà in seguito comunicato il luogo. Gli incontri sono aperti ai partecipanti al progetto e a chiunque sia interessato. I partecipanti allo Sportello Migranti GLBT VERONA: Circolo Pink Verona - Arcigay Verona - Arcilesbica Verona - ASGI - Arci Verona - Il Germoglio - Coordinamento Migranti Verona - Singole e singoli Info: 346.9790553 (Arcigay); 349.3134852 (Arcilesbica)
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L’ORIENTAMENTO SESSUALE indica una caratteristica psicologica dell’individuo, l’attrazione sessuale e affettiva verso persone dello stesso sesso (OMOSESSUALITÀ), del sesso opposto (ETEROSESSUALITÀ) o di entrambi i sessi (BISESSUALITÀ). Quando è stato coniato ha sostituito subito quello di INVERSIONE SESSUALE e quello ancora più classico di SODOMIA.
Orientamento sessuale e COMPORTAMENTO SESSUALE non sono la stessa cosa.
Un uomo omosessuale è detto anche GAY, mentre una donna è detta anche LESBICA. Se l'idea di omosessualità è considerata di solito priva di ambiguità, quella di bisessualità è vissuta spesso come meno chiara.
Il termine QUEER, invece, nasce negli ultimi anni come reazione alla classificazione: doveva essere un termine “ombrello” per tutte le soggettività non-eterosessuali contro la classificazione, in pratica è andato ad aggiungere una Q all’acronimo LGBTQ (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer).
Il termine GENERE è entrato in uso per superare il limiti dell’idea di SESSO BIOLOGICO nel pensare il maschile e il femminile. Il genere indica ciò che vuol dire socialmente, culturalmente e psicologicamente essere maschio/maschile o femmina/femminile. Diverse locuzioni specificano questa idea: identità, ruoli, pratiche di genere.
TRANSESSUALE è una persona il cui sesso biologico differisce dall'identità di genere. TRAVESTITO è una persona che, spesso più in privato, si veste con abiti del genere opposto. TRANSGENDER si usa per indicare coloro che travalicano e ibridano ruoli, pratiche e identità di genere. DRAG QUEEN o DRAG KING sono personaggi che si esibiscono nel teatro o nella musica con performance tipiche di personaggi di genere opposto.
Anche il sesso biologico può non essere chiaro: ERMAFRODITA e INTERSESSUALE è una persona con caratteristiche biologiche e/o genetiche di entrambi i sessi.
Identità di genere e orientamento sessuale sono due cose distinte: una cosa è sentirsi maschio/maschile e femmina/femminile, tutt'altra indipendente cosa è l'attrazione sessuale e affettiva.
La società ETEROSESSISTA dà per scontato che tutti e tutte siano eterosessuali o debbano diventarlo: si tratta di un meccanismo di default, una conoscenza "data per scontato" prima ancora dell'esperienza reale. Il SILENZIO delle persone omo-bisessuali alimenta questa supposizione irrealistica.
Quando poi si rompe il silenzio e la realtà emerge, la reazione è quella di trattare l’omosessualità come un problema da spiegare, controllare o punire, fino all'uso della violenza. Inoltre alle persone eterosessuali sono riservati alcuni privilegi, dal poter parlare liberamente di sé fino al privilegio legale del matrimonio.
Altri concetti simili sono: OMOFOBIA, eteronormatività, eterocentrismo, eterosessualità compulsiva e STIGMA SESSUALE.
L’OMOFOBIA INTERIORIZZATA indica gli atteggiamenti e i sentimenti negativi che una persona ha verso la propria stessa omosessualità, dunque verso se stessa.
BIFOBIA e TRANSFOBIA estendono il concetto di omofobia alla bisessualità e al transessualismo.
Le persone LGBTQ sanno di essere portatrici di uno stigma sessuale: affrontare e gestire questa realtà o anche solo esserne consapevoli è fonte di stress e fatica. Spesso l’omo-bisessualità “non si vede”: questo consente due strategie molto diverse per (soprav)vivere.
La più comune è PASSARE PER eterosessuali (passing): include discrezione, dissimulazione, depistaggio, recitazione, separazione delle relazioni sociali, doppia vita, ecc. L’obiettivo è tenere nascoste nell’OMBRA (closet) le proprie verità: implica un’attività quotidiana di alto costo emotivo, psicologico e sociale e il costante rischio di OUTING. Inoltre, quando l’omofobia è interiorizzata, si fa ricorso alle TERAPIE RIPARATIVE (dette poviate).
Strategie opposte sono il COMING OUT e la costruzione di relazioni GAY FRIENDLY e nella COMUNITÀ LGBTQ. L’obiettivo è poter essere liberamente se stessi di fronte agli altri. La vita quotidiana del resto è piena di situazioni che chiamano in causa la sessualità e la propria identità: le persone eterosessuali "esibiscono" continuamente la loro eterosessualità, solo che non se ne rendono conto perché questa è "data per scontato".
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