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| Orientamento Sessuale |
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| Sabato 29 Agosto 2009 11:25 |
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L’orientamento sessuale indica la direzione della sessualità: è un complesso di attrazione sessuale, affettiva e/o romantica verso un’altra persona in base al sesso/genere di questa. Anche se le persone possono usare altri termini per descrivere sé e gli altri (o non usarne proprio rifiutando le cosiddette “etichette”), si discute di orientamento sessuale in termini di omosessualità (attrazione per persone dello stesso sesso/genere), eterosessualità (attrazione per persone dell’altro sesso/genere) e bisessualità (attrazione per entrambi). A volte nel linguaggio comune viene utilizzata l’espressione “preferenza sessuale” per esprimere lo stesso concetto ma con una connotazione diversa, ovvero sottolineandone maggiormente la dimensione della scelta: l’orientamento sessuale, in questo senso, sarebbe una “questione di gusti”. In realtà la questione della scelta, portata anche alla ribalta dall’offensiva delle teorie riparative, è mal posta: non si sceglie di essere attratti da una persona, ma si sceglie di consentirsi di vivere questa attrazione. L’idea che esista un orientamento sessuale che si esprime come omosessualità, eterosessualità o bisessualità nasce dal dibattito sessuologico e psichiatrico avvenuto tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo e va a sostituire pian piano il concetto di inversione sessuale, ovvero l’idea secondo la quale l’orientamento sessuale è intrinsecamente legato all’identità di genere della persona: in altre parole, secondo questa idea si riteneva che una donna attratta da un’altra donna dovesse avere caratteristiche maschili, e viceversa un uomo attratto da un altro uomo dovesse avere caratteristiche femminili. Questa convinzione, progressivamente abbandonata dalla letteratura scientifica nel XX secolo, rimane ancora oggi radicata nella cultura popolare e nella lettura più volgarizzata della psicologia della sessualità. Secondo Foucault la stessa idea di orientamento sessuale porta con sé un modo storicamente nuovo di pensare alla sessualità tra persone dello stesso sesso: si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma culturale che sostituisce l’idea di semplice atto sodomitico (presente in tutti i secoli precedenti) con l’idea di una identità e psicologia omosessuale. Secondo la sua celebre ricostruzione, “la sodomia era un tipo particolare di atti vietati (…). L’omosessuale del XIX secolo, invece è diventato un personaggio: un passato, una storia, ed un’infanzia, un carattere, una forma di vita, una morfologia anche, con un’anatomia indiscreta e forse una fisiologia misteriosa”. La linea di pensiero di Foucault, poi approfondita in molti studi di tipo storico, antropologico e culturale, aiuta a capire perché in molte culture dove pure è presente il fenomeno dell’omoerotismo, il modo di rappresentare se stessi, i propri desideri e i propri comportamenti omoerotici possa essere molto lontano dal nostro. Secondo l’APA (American Psychological Association) l’orientamento sessuale si riferisce anche al senso di “identità sociale e personale basato sull’attrazione, sui comportamenti che la esprimono e sull’appartenenza ad una comunità di persone che condividono quella caratteristica”. Tutti questi aspetti sono fortemente connessi nel modello ormai culturalmente più accettato e dominante di omosessualità o bisessualità nella nostra società, e tuttavia vanno considerati distinti: l’orientamento sessuale non si esprime necessariamente in una identità (cioè nel senso soggettivo di essere omo-bisessuali) né in un comportamento (cioè nel compimento di atti omoerotici), così come i comportamenti non necessariamente configurano un orientamento sessuale o una relativa identità. Sempre secondo l’APA, “alcuni individui potrebbero identificarsi come omosessuali o bisessuali senza aver avuto alcuna esperienza sessuale. Altri potrebbero aver avuto esperienze omosessuali ma non considerarsi gay, lesbiche o bisessuali. Inoltre l’orientamento sessuale si colloca lungo un continuum. In altre parole, una persona non è necessariamente ed esclusivamente omosessuale o eterosessuale, ma potrebbe sentire vari gradi di entrambi. L’orientamento sessuale si sviluppa lungo il corso della vita, e diverse persone realizzano di essere eterosessuali, omosessuali o bisessuali in diversi momenti di essa." |

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L’ORIENTAMENTO SESSUALE indica una caratteristica psicologica dell’individuo, l’attrazione sessuale e affettiva verso persone dello stesso sesso (OMOSESSUALITÀ), del sesso opposto (ETEROSESSUALITÀ) o di entrambi i sessi (BISESSUALITÀ). Quando è stato coniato ha sostituito subito quello di INVERSIONE SESSUALE e quello ancora più classico di SODOMIA.
Orientamento sessuale e COMPORTAMENTO SESSUALE non sono la stessa cosa.
Un uomo omosessuale è detto anche GAY, mentre una donna è detta anche LESBICA. Se l'idea di omosessualità è considerata di solito priva di ambiguità, quella di bisessualità è vissuta spesso come meno chiara.
Il termine QUEER, invece, nasce negli ultimi anni come reazione alla classificazione: doveva essere un termine “ombrello” per tutte le soggettività non-eterosessuali contro la classificazione, in pratica è andato ad aggiungere una Q all’acronimo LGBTQ (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer).
Il termine GENERE è entrato in uso per superare il limiti dell’idea di SESSO BIOLOGICO nel pensare il maschile e il femminile. Il genere indica ciò che vuol dire socialmente, culturalmente e psicologicamente essere maschio/maschile o femmina/femminile. Diverse locuzioni specificano questa idea: identità, ruoli, pratiche di genere.
TRANSESSUALE è una persona il cui sesso biologico differisce dall'identità di genere. TRAVESTITO è una persona che, spesso più in privato, si veste con abiti del genere opposto. TRANSGENDER si usa per indicare coloro che travalicano e ibridano ruoli, pratiche e identità di genere. DRAG QUEEN o DRAG KING sono personaggi che si esibiscono nel teatro o nella musica con performance tipiche di personaggi di genere opposto.
Anche il sesso biologico può non essere chiaro: ERMAFRODITA e INTERSESSUALE è una persona con caratteristiche biologiche e/o genetiche di entrambi i sessi.
Identità di genere e orientamento sessuale sono due cose distinte: una cosa è sentirsi maschio/maschile e femmina/femminile, tutt'altra indipendente cosa è l'attrazione sessuale e affettiva.
La società ETEROSESSISTA dà per scontato che tutti e tutte siano eterosessuali o debbano diventarlo: si tratta di un meccanismo di default, una conoscenza "data per scontato" prima ancora dell'esperienza reale. Il SILENZIO delle persone omo-bisessuali alimenta questa supposizione irrealistica.
Quando poi si rompe il silenzio e la realtà emerge, la reazione è quella di trattare l’omosessualità come un problema da spiegare, controllare o punire, fino all'uso della violenza. Inoltre alle persone eterosessuali sono riservati alcuni privilegi, dal poter parlare liberamente di sé fino al privilegio legale del matrimonio.
Altri concetti simili sono: OMOFOBIA, eteronormatività, eterocentrismo, eterosessualità compulsiva e STIGMA SESSUALE.
L’OMOFOBIA INTERIORIZZATA indica gli atteggiamenti e i sentimenti negativi che una persona ha verso la propria stessa omosessualità, dunque verso se stessa.
BIFOBIA e TRANSFOBIA estendono il concetto di omofobia alla bisessualità e al transessualismo.
Le persone LGBTQ sanno di essere portatrici di uno stigma sessuale: affrontare e gestire questa realtà o anche solo esserne consapevoli è fonte di stress e fatica. Spesso l’omo-bisessualità “non si vede”: questo consente due strategie molto diverse per (soprav)vivere.
La più comune è PASSARE PER eterosessuali (passing): include discrezione, dissimulazione, depistaggio, recitazione, separazione delle relazioni sociali, doppia vita, ecc. L’obiettivo è tenere nascoste nell’OMBRA (closet) le proprie verità: implica un’attività quotidiana di alto costo emotivo, psicologico e sociale e il costante rischio di OUTING. Inoltre, quando l’omofobia è interiorizzata, si fa ricorso alle TERAPIE RIPARATIVE (dette poviate).
Strategie opposte sono il COMING OUT e la costruzione di relazioni GAY FRIENDLY e nella COMUNITÀ LGBTQ. L’obiettivo è poter essere liberamente se stessi di fronte agli altri. La vita quotidiana del resto è piena di situazioni che chiamano in causa la sessualità e la propria identità: le persone eterosessuali "esibiscono" continuamente la loro eterosessualità, solo che non se ne rendono conto perché questa è "data per scontato".